Cos'è il Web3?

Cos’è il Web3?
Web1, Web2 e ora Web3?!

Ora che iniziamo a capire qualcosa di blockchain e criptovalute, è il caso di allargare un po’ le nostre vedute!

Cos’è il web 3.0? E’ una nuova fase del web che ha iniziato a prendere forma negli ultimi anni, con l’avvento delle criptovalute ed in particolare grazie a Ethereum, capostipite della DEFI (chee?) e degli smart contracts (smart chi?!), di cui non abbiamo parlato ma che approfondiremo negli articoli dedicati (ah ok, pheeew).

Perché si parla tanto di web 3.0?

Agli albori c’era il semplice internet, nato come pagine di documenti e link ipertestuali utili a navigare tra di essi, il web 1.0, nato tra le università e i nerd ad inizio anni ’90. Poi, in particolare, con l’avvento dapprima dei blog e di Facebook nel 2004, si è passati al web 2.0 in cui ciascuno poteva pubblicare con semplicità, raggiungendo un pubblico molto ampio.

E adesso?

Con l’avvento delle criptovalute e della blockchain, sempre più aziende si sono interessate al settore e si è iniziato a parlare di web 3.0, una nuova era d’oro di internet insomma.

Ma cosa significa in pratica?

Significa porre l’utente ed il suo interesse al centro del web: difatti l’obiettivo di un web 3.0 è la massima decentralizzazione e la fruizione del web come un enorme ma unico database con evolutissimi link tra le risorse, le quali saranno perfettamente comprensibili dai computer stessi.

Ogni utente, potrà partecipare allo sviluppo della rete web che, idealmente, non sarà in mano a pochi server ma ad un numero molto più vasto di utenti, in linea con la filosofia blockchain.

web3
Fonte: moralis
Un esempio?

Una chiara rappresentazione del web 3.0 sono i metaversi. Come? ne hai già sentito parlare? Meglio, perchè parleremo di Metaverso nella sezione dedicata ai documenti sul Play to Earn. E se ti parlassi di DApp, invece? Già, le cosiddette DApp sono un altro capostipite del web 3.0: altro non si tratta che di applicazioni come noi le conosciamo, spesso utilizzabili da browser, che però sono sviluppate su rete blockchain, e non “fatte girare” su server privati di qualche azienda. Questo permette costi più contenuti e maggiore privacy per gli utenti, che non dovranno fornire dati personali quali nome e numero della carta di credito per acquistare un NFT su OpenSea, noto marketplace.

Un altro esempio di DApp sono i numerosi software che permettono lo scambio di valute sulla blockchain, senza passare da una banca o da un istituto di cambio: ti suona familiare il termine di finanza decentralizzata?

Ma è tutto così figo?

Senza tanti giri di parole, internet è nato per la libera condivisione di informazioni e probabilmente il web 3.0 è solo una sua naturale evoluzione che potrebbe potenzialmente fornirci molti strumenti in più o una versione più evoluta di quelli che già abbiamo.

Ma ti faccio un esempio: abbiamo parlato di finanza decentralizzata, lo sai che se imposti male uno scambio o invio di criptovalute, la maggior parte delle volte sono perse per sempre? Ecco perché qualcuno si affida alle banche, il cui servizio ha un costo, e non se la sente di cercare alternative. Un altro strumento che ci donano la blockchain e il web 3.0 è sicuramente un importante grado di discrezione dei nostri dati personali, ma anche di questo strumento bisogna farne buon uso.

Insomma, citando Stan Lee nel fumetto Spider Man: da grandi poteri derivano grandi responsabilità!

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